Showing posts with label anno all'estero. Show all posts
Showing posts with label anno all'estero. Show all posts

Saturday, April 29, 2017

Perchè viaggiare mi ha cambiato la vita e come ho iniziato a farlo. La mia esperienza!

Ciao a tutti cari lettori! :) 
Spesso parlando con persone che conosco da poco tempo, mi viene posta sempre la stessa domanda "Come e perchè hai iniziato a viaggiare?" oppure, "Da dove è nata questa tua passione?" e spesso ci sarebbero così tante cose da dire che oggi, ho deciso di condividere con voi in questo nuovo post.


Jacksonville Beach, Florida (2013)

In realtà, il mio essere nomade e sempre in giro per il mondo parte da quando non ero ancora nata. Mia mamma è sempre stata un'amante dei viaggi ed ha sempre creduto nell'importanza di viaggiare e dunque, sin da quando ero nel pancione di mamma, viaggiavo.
Non erano viaggi molto lunghi, a dire il vero, principalmente si trattava della tratta Milano-Catania o Catania-Milano con Alitalia. Con il passare degli anni, quando iniziavo ad essere un po' più grande, mia mamma ha preso la decisione di viaggiare con me almeno una volta all'anno alla scoperta di nuove città europee e non.

Io credo che tutto sia partito da lì. Preparare il mio zainetto, la mia valigia per andare in una città nuova mi emozionava. Sin da bambina, ero incuriosita da tutto ciò che era diverso e lontano da me. Questa è una delle ragioni per cui tutti i bambini dovrebbero viaggiare, a mio parere.

Tra i tanti viaggi con mia mamma, ne ricordo uno che credo sia stato indispensabile per far avvenire nella mia vita una grande svolta. Avevo dodici anni ed io e mamma ci siamo avventurate per l'Inghilterra. Una volta arrivate a Londra, mi resi conto  di quanto il mondo fosse grande, quasi immenso. Mi rendevo conto che la realtà non era quella che stavo vivendo. No, non potevo fermarmi unicamente alla realtà del paese in cui vivevo. Per le strade di quell'immensa città, vedevo persone di tutti i tipi, vedevo quanto l'apertura mentale potesse vincere su tutto in una città così grande, dinamica e piena di diversità. 

Quel viaggio di due settimane mi insegnò tanto e da lì dissi a me stessa che una volta iniziato il liceo, sarei partita per un anno o sei mesi all'estero. I primi anni di liceo passavano in fretta ed io non vedevo l'ora di avere l'età giusta per poter fare un'esperienza più lunga all'estero. Non stavo più nella pelle.

Così, circa quattro anni fa, una volta terminato il secondo anno di liceo, decisi di fare le mie prime esperienze all'estero da sola. Volevo partire, volevo andare lontano. Avevo voglia di aprire i miei orizzonti più di quanto non avessi mai fatto. Desideravo scoprire il continente americano, principalmente il sud : l'Argentina, il Cile, il Costa Rica, ma alla fine come sempre la vita ha qualcos'altro da riservarti. Quell'estate, infatti, partii per un mese, ospite da una famiglia ospitante. Direzione : America. Ma non si trattava della parte d'America in cui sognavo di andare, bensì la mia destinazione sarebbero stati gli Stati Uniti.

Così il primo luglio del 2013 partii da Milano per New York e da lì poi, per Orlando (Florida). Un volo di ben 16 ore. Dire che quell'esperienza mi ha segnato è dir poco. E' stato il momento in cui concretizzai tutto ciò che avevo provato, vissuto e sperimentato a Londra. Questa volta, però, i protagonisti non erano i passanti che vedevo per le strade della capitale inglese, bensì io : una ragazza di soli quindici anni che voleva scoprire il mondo.








Jacksonville, Florida.


Sempre quell'estate, avevo vinto una borsa di studio per partire per due settimane a Parigi e così pochi giorni dopo essere tornata dalla Florida, partii per quella nuova esperienza francese.
. In realtà, mi sentivo già diversa. La Florida, in così poco tempo, mi aveva cambiata.
Ero una persona nuova : una persona molto più socievole ed aperta.



Così ad agosto, partii per la Francia per due settimane. Quella Francia che mi ha regalato persone bellissime che tutt'ora rimangono presenti nella mia vita. 
In realtà, non riuscivo a capire come tutto ciò stesse succedendo nella mia vita. Da un lato, mi sentivo in un film, incredula di vivere tutte quelle magnifiche esperienze, dall'altro invece, non pensavo che quella vita potessi viverla proprio io ed ogni giorno, prima di andare a dormire mi ripetevo quanto fossi fortunata.

Nel frattempo, il terzo anno di liceo iniziava ed io ero estremamente contenta perchè si trattava dell'anno in cui potevo mandare finalmente richiesta per fare un anno o un semestre all'estero. Tra ottobre e novembre, cominciai a mobilitarmi, a fare test su test, fino a quando un giorno di fine novembre, mi arrivò un'e-mail inaspettata che mi diceva che avevo vinto una borsa di studio.
Ci avevo sperato per anni e finalmente il sogno di fare un'esperienza così lunga all'estero si stava per realizzare. 
Apro l'e-mail e c'erano scritte testuali parole :"Giulia, complimenti, Sei risultata vincitrice per un quadrimestre in Irlanda, nella contea di Cork."

Ero felice e non potevo crederci ancora. Avevo provato a vincere tante borse di studio, ma molte non ero riuscita a prenderle, e invece un giorno inaspettato arriva quell'e-mail che sarebbe stata solo l'inizio di una delle esperienze più belle della mia vita.


La partenza era prevista per il 28 agosto. Di mesi di attesa ce n'erano e anche parecchi. Così, iniziai a vivere il quarto anno di liceo proiettata su quella nuova esperienza che ero sicura mi avrebbe cambiato la vita. Nel frattempo, a febbraio, decisi che quell'estate, prima dell'Irlanda, sarei partita per due settimane a New York e Boston, per fare nuovamente un'altra vacanza studio.

Giugno finalmente era arrivato e questo significava che io sarei partita finalmente per New York e Boston. 


Empire State Building, New York (2014)


Più viaggiavo e più mi rendevo conto che stavo facendo la cosa giusta. Era quello che quella bambina di cinque anni, alle prese con la valigia più grande di lei, aveva sempre desiderato. Mi sentivo cambiare, crescere e allo stesso tempo, non riuscivo più a fermarmi. 
Viaggiare, ormai era diventato normale, era parte di me.




Una volta tornata dalla grande mela, mi aspettava l'Irlanda e con sè, un'esperienza ancora più grande di me. Ricordo ancora, lo stress pre-partenza e le paure che spesso sono quelle che ci impediscono di fare dei salti così grandi. Eppure, mancava così poco. Ero ad un passo dal mio sogno.

Il 28 agosto del 2014, presi così quell'aereo per Dublino. A Roma, incontrai tutti gli altri exchange students che sarebbero partiti con me. Un ricordo che avrò per sempre nella mia mente, è quello in cui tutti noi exchange students in partenza per l'Irlanda ci accampammo al gate H di Fiumicino. Lì iniziarono le presentazioni, il "In che città vai?", "Quanti fratelli ospitanti avrai?", e così via.

Io andavo a Kilworth, nel profondo sud dell'Irlanda. Kilworth è un villaggio di 700 abitanti e la mia scuola (estremamente religiosa e femminile) si trovava a Fermoy, una città a 35 minuti da Cork, seconda città più grande dell'Irlanda. 


Dublino con altri exchange students (ottobre 2014).


Uno dei ricordi più belli dell'Irlanda è il momento immortalato in questa foto. Eravamo 11 exchange students appena arrivati a Dublino per il ponte di Halloween. Uno dei ricordi più belli ed indimenticabili.
11 persone che condividevano gli stessi sogni, le stesse emozioni e che stavano vivendo un percorso di crescita unico nel suo genere.
Ricordo ancora le mille storie raccontate davanti ad una Guinness o durante la sera in cui siamo rimasti fuori dalla nostra stanza d'ostello.

L'Irlanda è stato il punto in cui ho capito definitivamente che viaggiare per me era tutto. Il momento in cui avevo finalmente appreso l'inglese ed avevo scoperto la bellezza di confrontarsi con persone provenienti da altri luoghi.


Dopo cinque mesi in Irlanda, però era giunta l'ora di tornare e di affrontare il secondo semestre del quarto anno e poi il quinto anno. 
Era la prova più dura probabilmente. Sapevo di non poter viaggiare per periodi lunghi,ma sapevo anche che dopo quel frangente di tempo, mi sarei buttata in un'avventura ancora più emozionante.

Tra il quarto e il quinto anno ho continuato a viaggiare : Budapest, Francoforte, sono ritornata in Irlanda, poi a Lisbona, Amsterdam, Praga, Monaco di Baviera, Innsbruck.

Lisbona, Portugal.


Lisbona ha rappresentato il mio primissimo viaggio completamente da sola (senza alcuna agenzia). Sono partita per la bellissima capitale portoghese e ho conosciuto Sara, una ragazza felice, positiva, che mi ha ospitato a casa sua e che tutt'oggi è una mia carissima amica. 
E questa è una delle ragioni per cui amo viaggiare.
Grazie a Sara, ho scoperto un paese magnifico, che tutt'ora è uno dei miei paesi europei preferiti in assoluto!


Amsterdam, The Netherlands. (Gennaio 2016)


Tra tutti questi viaggi magnifici, ne ricordo uno che più che un viaggio è stata un'avventura (che tra l'altro è stato proprio un anno fa!). Si tratta proprio del viaggio a Monaco di Baviera con Simone, il mio migliore amico.


Munich. (Maggio 2016)


Monaco ha rappresentato un weekend magnifico. E' stato il momento in cui l'uno per l'altro, ci siamo trasformati non soltanto in migliori amici, bensì in compagni di viaggio e d'avventura. Se ripenso a tutte le situazioni vissute a Monaco, mi sembra ieri. In realtà è passato un anno. Ma forse è proprio questa la cosa bella dei viaggi : il fatto di sentirsi ancora lì, anche se sei tornato da tempo.

Dopo tutte queste tappe e finita la maturità, come già sapete, ho deciso di prendere un gap year, partendo per Valencia per sei mesi.
Dire che sia stata la scelta migliore della mia vita è dir poco. Sapete già quasi tutto su Valencia e non starò qui a dilungarmi troppo. 

Valencia mi ha insegnato a sorridere sempre, ad essere sempre gentile con gli altri e a credere sempre di più in me stessa, perchè come vedete, i sogni si avverano. Bisogna solo volerlo e lottare per vederli crescere pian piano.

Durante l'esperienza valenciana, ho avuto modo di visitare altre tre città : Barcellona, Copenaghen e Porto.

Per la seconda volta, ho deciso di partire completamente da sola e andare alla scoperta di Copenaghen. Questa volta non c'era una persona locale che mi guidasse, come nel caso di Lisbona, con Sara, ma ho deciso di farmi guidare da me stessa. Ho preso una mappa, staccato il 3g dal cellulare e mi sono immersa tra le strade di Copenaghen. 
In quel momento, mi sono sentita immensamente libera ed indipendente.
Ed è per questo che credo che tutte le donne dovrebbero fare almeno una volta nella loro vita un viaggio da sole.
Imparerete a bastarvi e scoprirete quanto siete indipendenti.


Copenaghen, Denmark. (Settembre 2016)


Infine, il resto della storia lo sapete già.
Adesso mi godo gli ultimi mesi di viaggio che mi rimangono. Di recente, ho fatto un giro in Est Europa con Simone ed è stata un'avventura unica.

Viaggiare mi ha cambiato la vita.

Io non sono più la persona di un tempo, o forse non si tratta più dello stesso io interiore.




 Buon viaggio a voi sognatori,
 buttatevi come ho fatto io 
 e sappiate che non è mai troppo tardi                                                                                                                       per  iniziare  a                                                                                                                                           vivere la vita che volete e iniziare a                                                                                                             viaggiare.



                                                   



















Sunday, April 23, 2017

7 cose che ho imparato viaggiando!

Ciao a tutti cari lettori! :)
Oggi, finalmente, ritorno con un nuovo post in cui voglio condividere con voi sette cose che ho imparato viaggiando durante gli ultimi anni.
Spero vi piaccia e ovviamente, fatemi sapere sotto con un commento, quali sono le cose che avete appreso voi viaggiando!





1. Chiunque può viaggiare.

La prima cosa che ho appreso durante questi quattro anni viaggiando da sola ed in compagnia è che tutti possono viaggiare. Durante i miei viaggi, ho avuto modo di conoscere persone di tutti i paesi possibili, età e condizione economica che viaggiavano e lo facevano per il puro interesse di viaggiare,crescere e scoprire.
Il viaggio non discrimina nessuno e questa è la prima lezione.


2. Viaggiare non è costoso come si pensa.

Molto spesso conosco gente che non viaggia perchè "viaggiare è costoso". Se prima viaggiare era per i ricchi, oggi è per tutti e ne sono la prova le tantissime compagnie aeree low cost, gli ostelli, gli airbnb e i tantissimi mezzi di trasporto che ormai abbiamo a disposizione.
Chi è che non ha mai acquistato un volo a soli 10 Euro o una notte in ostello a 15? Io si e addirittura ho anche aquistato una notte in un Airbnb a Barcellona a 4,60 Euro.




3. Viaggiare ti fa capire chi sei e cosa vuoi.

Molti non mi crederanno ma un viaggio può cambiarti la vita e può aprirti mille orizzonti mai conosciuti prima. Viaggiare, infatti, ti fa capire chi sei e cosa vuoi più di ogni altra cosa al mondo. Come? Semplice. Confrontandoti con persone di altri luoghi scoprirai quante cose esistono al mondo di cui probabilmente non avevi mai sentito parlare e tra queste, molto probabilmente, scoprirai una tua nuova passione, una nuova idea che solo grazie a quel viaggio, poi, riuscirai a mettere in atto.

4. Viaggiare ti rende umile ed aperto.

Viaggiare (non farsi una vacanza) ti renderà una persona umile, modesta e coi piedi ben fissi per terra. Viaggiare, confrontarti con altre persone e conoscere nuove culture ti farà allontanare dalle mentalità chiuse e banali e ti aprirà un mondo intero. Viaggiare rende tolleranti e persone aperte a tutti gli argomenti possibili.




5. Viaggiare rende felici.

Se dovessi descrivere la ricetta della felicità la descriverei in una parola : il viaggio. Viaggiare rende felici, positivi,allegri e con tanta voglia di vivere ogni attimo che la vita ci offre. Inoltre, viaggiare ti fa capire quanto è breve la vita e quanto è importante godersela attimo dopo attimo. 


6. Viaggiare è la miglior cura possibile al razzismo e al sessimo.

Viaggiare cura il razzismo e il sessismo. Probabilmente la tua prima volta in Arabia Saudita ti spaventerà, non sai come comportarti e soprattutto non sai cosa aspettarti dalla gente locale eppure una volta lì, ti rendi conto di quanto la gente sia uguale dovunque tu vada. Siamo tutti uguali, ma questo non lo si impara facilmente. Lo si impara viaggiando, conoscendo persone di altri luoghi, parlando con loro e ascoltando le loro storie.





7. Il tempo non è mai troppo poco.


L'ultima cosa che ho appreso viaggiando è che il tempo non è mai troppo poco. Mi sono resa conto che qualsiasi quantità di tempo è sufficiente per scoprire un posto, assaporarlo e godertelo al meglio. Ho capito che viaggiare anche solo per due giorni equivale a crescere e che non importa che siano solo due giorni. Basteranno per vedere tutto e per apprendere più di quanto non faremmo seduti sulla nostra comoda poltrona di casa.


Viaggiate. Scoprite. Riscopritevi. E ritornate a viaggiare.


















Thursday, November 17, 2016

Perchè prendersi un gap year?

Ciao a tutti, cari lettori!

Eccoci qui con un nuovo argomento a cui tengo davvero tanto e di cui voglio parlare con voi!
Come avrete capito dal titolo oggi parleremo di "gap year" o detto anche più comunemente, anno sabbatico. La parola gap year è la parola che io normalmente utilizzo per descrivere l'anno che io sto vivendo attualmente, probabilmente perchè negli ultimi anni l'accezione che è stata data alla parola "anno sabbatico" è stata fortemente negativa e criticata dalla maggior parte degli italiani.
Ricordo ancora quando ho iniziato a dire a qualcuno che avessi intenzione di prendermi un anno sabbatico e la gente ha iniziato a giudicarmi e a ripetermi di iniziare subito l'università perchè altrimenti, dopo un anno senza studio, non sarei stata in grado di ricominciare a studiare.
Questo è uno dei topici sull'anno sabatico, per questo, oggi, volevo partire un po' dal principio e dunque spiegare bene cos'è davvero l'anno sabbatico o gap year e perchè, a parer mio, è una magnifica opportunità che spesso non prendiamo in considerazione.





L'anno sabbatico è un anno che viene, in genere, preso dopo l'ultimo anno di liceo prima di iniziare l'università o a cavallo tra la laurea triennale e la laurea specialistica/master.
Si tratta di un anno in cui normalmente la gente viaggia, o fa dei corsi accademici, impara lingue, vive in altri paesi, o fa programmi di volontariato.
Il gap year è un'abitudine molto comune soprattutto tra gli studenti del nord Europa. Io ho vari amici danesi, tedeschi, olandesi, che hanno preso ben 2 anni sabbatici nella loro vita, che grazie alle loro storie mi hanno fatto rendere conto di quanto possa essere importante prenderne anche solo uno nel corso dei propri studi.

Quello che noi italiani - purtroppo non capiamo - è che l'anno sabbatico non è l'anno che decidiamo di passare a casa buttati sul divano senza fare nulla perchè non vogliamo nè andare all'università nè lavorare, bensì si tratta di una scelta pensata e assolutamente consapevole che prendiamo nel momento in cui sentiamo la voglia, la necessità e il desiderio di conoscere altri posti nel mondo, altre persone e soprattutto schiarirci le idee su cosa vogliamo fare una volta terminato il nostro periodo all'estero.

Nel mio caso - per esempio - dopo il liceo, pur sapendo più o meno cosa mi sarebbe piaciuto studiare subito dopo, continuavo ad avere mille idee, mille pensieri in testa. Perchè, in fondo un diciottenne cosa ne sa della vita? Come fa a scegliere davvero la facoltà giusta?
Che lo vogliamo o no, è una scelta difficile. O, per lo meno, per me lo è stata e tanto, perchè in ballo c'è la propria carriera, il proprio futuro e si tratta di una scelta molto importante che non bisogna fare solamente con la testa, ma a parer mio deve essere fatta col cuore, seguendo sempre le nostre passioni.
Dunque, ritornando alla mia esperienza, io ho deciso di prendere un anno sabbatico perchè avevo voglia di crescere, di scoprire, di confrontarmi con nuove culture e chiaramente capire cosa davvero volevo da me stessa, dal mio futuro, dalla mia vita.
Nonostante, ancora la mia riflessione non è giunta al termine, vi dico che a 6 mesi dalla mia partenza, il gap year funziona assolutamente se volete prendere una scelta sul vostro futuro accademico.
.
Non c'è inoltre un posto esatto dove fare il gap year o le persone giuste con cui viverlo. Io sono partita da sola, con un passaporto e una valigia piena di incertezze, di paure, di "non so cosa accadrà nella mia vita" in quest'anno - ed è probabilmente questa la cosa più affascinante dell'esperienza.
Io vi consiglio di costruirvi un piano. Conosco gente che ha deciso di fare il giro del mondo, altri che hanno deciso di girare per l'Asia per 6 mesi facendo volontariato, altri ancora che hanno deciso di apprendere lingue all'estero, proprio come me.

Nel mio caso, io avevo deciso semplicemente di trasferirmi in Spagna per sei mesi, dopodiche non sapevo cosa sarebbe successo, fino a quando un giorno, dato il mio forte interesse nei confronti della lingua tedesca, ho deciso di dedicare i miei altri 6 mesi di gap year ad imparare il tedesco e a vivere la cultura e le tradizioni di un paese che mi ha sempre affascinato. Infatti dopo la mia bella Valencia, il giorno dopo del mio diciannovesimo compleanno partirò per Francoforte.

Si tratta di un'esperienza forte. Un'esperienza che non è per tutti, così come l'anno/il semestre all'estero durante il quarto anno di liceo. E' un'esperienza in cui al centro ci sei tu e solo tu. Ci sei tu, che devi imparare a vivere, soprattutto nel caso in cui decidiate di partire dopo il quinto anno di liceo. Tu che, con occhi nuovi, guardi il mondo e cresci giorno dopo giorno.
Oggi, a quasi 6 mesi del mio gap year, io mi sento cresciuta, mi sento una persona differente, per certi versi migliore. In questo periodo in Spagna, ho avuto modo di confrontarmi con persone che mi hanno dato davvero tanto, che mi hanno aperto un mondo di fronte a me.
Per questo motivo, non so davvero quante emozioni ancora vivrò durante i restanti mesi, ma la cosa mi elettrizza, mi rende davvero contenta di aver fatto questa scelta di vita. Una scelta forte, che non è da tutti, forse folle per alcuni, non capita, ma assolutamente formativa. Un altro paese ti cambia, e una volta tornato devi fare i conti, con il fatto che non sarai mai più la persona di prima.

Una volta tornato, però, ritornerai con le idee più chiare e un bagaglio di esperienze, un bagaglio di vita che tante altre persone non hanno. Parlerai una, o forse addirittura due nuove lingue e ti sentirai, senza dubbio, soddisfatto di quell'anno per cui all'inizio, nessuno aveva capito le ragioni per cui avevi deciso di farlo.



Stay tuned,
Giuls <3







Friday, November 11, 2016

I trucchi per imparare una lingua.

Ciao a tutti, cari lettori! :)

Oggi ho deciso di scrivere un articolo riguardo i trucchi per imparare davvero bene una lingua. Ovviamente, si tratta dei metodi che ho usato io per imparare le due lingue che parlo e che userò anche nel futuro nel momento in cui mi troverò di fronte ad una nuova lingua.
Spero vi possano essere d'aiuto ed ovviamente, se avete dei trucchi anche voi, mi piacerebbe tantissimi conoscerne degli altri!


1) Imparare la grammatica progressivamente.

Sembrerà banale, ma è così : se non imparate la grammatica della lingua a cui siete interessati, non potrete mai parlare una lingua correttamente. Imparatela però, progressivamente. Questo significa che bisogna apprenderla poco a poco, senza correre, iniziando da un livello A1 fino a raggiungere il B2/ C1.
Per imparare la grammatica di una lingua io vi consiglio vivamente di iscrivervi ad un corso di lingua nella vostra città, o in un paese dove si parla la lingua in questione o online, dove avrete la possibilità anche di fare anche esercizi e conversazione, nel caso di un corso presenziale. Se invece volete imparare una lingua da autodidatti, acquistate dei libri di lingua divisi ognuno per livelli con i rispettivi esercizi.


2) Scaricate l'applicazione "Tandem".

L'applicazione Tandem è un'app ottima per poter migliorare la parte scritta/orale di una lingua. Io l'ho scaricata circa due anni fa e mi sono resa conto che con lo spagnolo, in particolar modo, mi è stata davvero d'aiuto. L'applicazione consiste in un "tandem", quindi uno scambio di lingue con madrelingua o con persone che parlano la lingua che tu stai imparando. Inoltre, puoi anche aiutare tu stesso persone che stanno imparando l'italiano o un'altra lingua di cui hai padronanza.
Io ho iniziato ad utilizzarla più frequentemente qualche mese prima di partire per Valencia e ho avuto modo di imparare tantissime cose che mi sono state utilissime, una volta arrivata lì. Adesso continuo ad usarla ed è sempre una buona opportunità per imparare nuovi modi di dire/abituarsi a nuovi accenti e così via. Straconsigliata soprattutto per iniziare!

3) Guardare film, cartoni, video su Youtube e serie tv in lingua.

Altro consiglio che volevo darvi, è quello di iniziare a guardare film/cartoni/serie tv e video su Youtube in lingua.
Vi consiglio di guardare film/serie tv e video quando già avete acquisito per lo meno un livello B1, mentre i cartoni vanno benissimo per i livelli A1 e A2!


4) Guardare video di grammatica su Youtube.

Vi consiglio di guardare lezioni di grammatica online su Youtube soprattutto se apprendete una lingua da autodidatti. Saranno delle lezioni che vi aiuteranno tantissimo ad abituarvi alla pronuncia!

5) Viaggiate!

Questo è il consiglio per eccellenza. Che non abbiate alcuna base o che l'abbiate già ben consolidata, vi consiglio vivamente di viaggiare al paese dove si parla la lingua a cui siete interessati. Vi assicuro che sarà l'esperienza migliore che potrete fare ed in particolar modo, impararete moltissimo! Se siete principianti assoluti, una volta arrivati sul luogo, vi consiglio di frequentare un corso di lingua che possa darvi le basi.


6) Leggete libri in lingua/blog su Internet.

Arrivati ad un livello già B1 vi consiglio vivamente di leggere libri o blog. Io sono un'amante dei blog di viaggio, come penso già sappiate, e per questo motivo leggo sempre i blog di viaggiatori sudmaericani per imparare tanto vocabolario sui viaggi ed in particolar modo espressioni e modi di dire.
Se state imparando lo spagnolo, vi consiglio vivamente di leggere il blog  e vedere i video di : Alan por el mundo.


7) Fatevi amici che parlano la lingua che state studiando e frequentate Tandem!

Questa è una delle parti più importanti, Fatevi amici che parlano la lingua che state studiando, magari ragazzi Erasmus/Au Pair o gente che vive semplicemente in Italia. Potete trovare tantissimi ragazzi tramite i gruppi Erasmus(i gruppi ESN) e Couchsurfing! Inoltre, frequentate Tandem/Scambi di lingua se ce ne sono nella vostra città. Sarà un bel modo per conoscere gente e praticare le lingue!


8) Tenete un quadernetto dove appuntate le parole nuove.

Quando sentite una parola/un verbo/una frase/un'espressione nuova, non fate in modo di dimenticarla dopo cinque minuti, piuttosto scrivetela tra le note del cellulare e poi riscrivete tutte le frasi/parole su un quadernetto e studiatele ogni giorno! Fidatevi. Farà la differenza!

9) Quando non riuscite a memorizzare una parola...

Scomponetela in più parti, e se ha un suono simile ad una parola italiana o di un'altra lingua che conoscete, ricollegatela a quella parola e non la dimenticherete più!

10) Ricordatevi di ripetere sempre il vocabolario.

Il mio metodo è quello di studiare per circa 1 ora/1 e mezza il vocabolario del giorno. Ripeterlo l'indomani e ripeterlo poi dopo una settimana e così via.


Spero di esservi stata d'aiuto,

Stay tuned,

Giuls.





Saturday, November 5, 2016

ॐ

Ciao cari lettori!
Oggi volevo condividere con voi un pensiero che ho scritto qualche giorno fa qui a Valencia.






Quegli atti di gentilezza - da sconosciuti e non - la tua compagnia di classe che dopo un giorno stancante di lezione ti dice : "Grazie per sorridere sempre, mi rallegri le lezioni", la tua coinquilina che ogni mattina si preoccupa chiedendoti un semplice e banale "Come stai?", che spesso ci dimentichiamo di chiedere, la signora in metro che dopo una conversazione con te, ti dice "Vai, continua ad esplorare il mondo, solo cosí ti formerai e crescerai davvero", uno sconosciuto che ti dice "Cavoli, quanto parli bene lo spagnolo!", la bambina che ti sorride per strada, la signora in aeroporto seduta accanto a te che ti augura di fare buon viaggio.
Questi atti di gentilezza che ti cambiano la giornata e ti fanno capire quanto bello e autentico puó essere il mondo - aldilá di tutto.
Regalate sempre sorrisi, chiedete sempre quel "come stai?" tanto banale, fateli quei complimenti - che vi tenete dentro per timidezza - siate gentili e il vostro mondo si trasformerá in qualcosa di ancora piú bello.
ॐ



Infondo, viaggiare significa anche questo : crescere, ed imparare a notare anche le piccole differenze, i piccoli dettagli che fanno ancora più bello il mondo in cui viviamo. Regalate sorrisi, siate felici, siate ottimisti, emanate energia positiva.

Wednesday, October 26, 2016

Valencian vibes.


Hola a todos cari lettori e lettrici! E' da un bel po' di tempo che non scrivo e non vi aggiorno. Ci eravamo lasciati a qualche giorno prima della grande partenza per Valencia. Farò un piccolo riassunto per chi si è perso le ultime novità : una volta terminato il liceo quest'estate ho deciso di prendere un gap year per viaggiare in giro per l'Europa ed imparare nuove lingue, decidendo così di venire a andare a vivere un semestre in Spagna e dopo un altro in Germania!

La scelta di aver preso un gap year mi rende ogni giorno più felice e soddisfatta. Sono qui a Valencia ormai da quattro mesi e ciò che ho avuto modo di imparare da questa magnifica città e da tutte le bellissime persone che sto vivendo qui non ha davvero eguali. Se vi state chiedendo, cosa sto facendo esattamente qui a Valencia, ve lo dico subito. Il 18 luglio ho iniziato un corso di spagnolo per prendere alla fine la certificazione di lingua di livello B2 e tra un mese avrò l'esame (incrociate le dita per me!). Con lo spagnolo va davvero alla grande, sull'apprendimento di questa bellissima lingua dedicherò un post appositamente perchè so che ci sono molte persone curiose nel sapere come l'ho appreso così in fretta partendo da zero! 

Qui a Valencia sto sperimentando la convivenza con ben 7 coinquilini. Esattamente, sette e devo dire che delle volte non è facile perchè siamo uno più disordinato dell'altro, però dall'altra parte è davvero un'esperienza da fare una volta nella vita. Arrivi a casa anche la sera tardi ed in cucina c'è sempre qualcuno, insomma...non puoi mai sentirti solo! 

Riguardo la città...beh, me ne sono innamorata! La verità è che non ci vuole molto per innamorarsene : Valencia è una città assolutamente vivibile, con i suoi angoli pittoreschi, le sue piazze magnifiche e le immense spiagge. E' a misura d'uomo, c'è tutto ciò di cui hai bisogno ed è una città superinternazionale! 




Una delle particolarità di Valencia è che ci sono tantissimi bar, pub, locali un po' in stile alternative e vintage, e tantissimi quartieri dove la parola d'ordine è : arte, un esempio sono Benimaclet e Ruzafa, dunque se siete in zona...andate assolutamente!


Per quanto riguarda le persone che ho conosciuto qui, in questi 4 mesi di facce nuove ne ho conosciute...e quante storie, esperienze di vita ho avuto l'opportunità di ascoltare! Il bello di viaggiare è proprio questo : confrontarsi, scoprire nuove cose, imparare dalle culture altrui. Ho avuto l'opportunità, grazie al corso, di conoscere tantissime persone internazionali, persino dei paesi più inaspettati e questa è una delle cose che giorno dopo giorno mi fa andare a dormire col sorriso, consapevole di aver appreso qualcosa di nuovo.



Si, questi più o meno sono i miei amici internazionali e non, che sono davvero fortunatissima di aver conosciuto! Qualcuno di loro è già partito, ma la cosa bella è sapere di aver amici in ogni parte del mondo che nonostante la distanza fisica, sono sempre lì a sostenerti.

Questo è tutto per oggi, presto scriverò un post dove vi darò consigli e vi dirò i luoghi più belli e che meritano essere visitati qui nella mia città spagnola, Valencia.

Stay tuned,
Giuls.


Sunday, November 1, 2015

Come fare un anno/sei mesi/tre mesi all'estero? - Come diventare un exchange student?

Ciao a tutti cari lettori. Spesso parlando con dei ragazzi più giovani di me, mi ritrovo a parlare con loro di come diventare un exchange student, ovvero come fare a vivere per un anno, sei mesi o tre mesi all'estero. Oggi io vi spiegherò passo dopo passo come avviene questo lungo percorso per diventare degli exchange students all'estero e vi parlerò anche dei metodi di selezione delle varie agenzie che permettono di vivere questa tipologia di esperienza.

Innanzitutto chi può diventare exchange student?

 Fondamentalmente tutti. O per lo meno, tutti coloro che hanno una forte passione per nuove culture, nuovi posti e vogliono dare una scossa alla loro vita vivendo un'esperienza unica e irripetibile. Pensateci bene prima di fare quest'esperienza, la parola d'ordine è : coraggio. E di coraggio, ve lo assicuro, ce ne vuole. Prima di iscrivervi con una determinata associazione, parlatene coi vostri genitori, informatevi su Internet, leggete blog o parlate con ragazzi che hanno già fatto l'esperienza. Se non vi sentite pronti, non fatelo.
Inoltre ricordate che coloro che possono fare quest'esperienza sono i ragazzi che frequentano la scuola superiore (sia istituti tecnici che licei) che abbiano in genere 17 anni, quindi l'esperienza  viene fatta durante il quarto anno di liceo, ma le pratiche e le selezioni devono essere effettuate un anno prima (in genere a settembre/ottobre).

Una volta aver capito di voler vivere davvero quest'esperienza a tutti i costi, iniziate a cercare su Internet le organizzazioni che vi permettono di partire. Io vi citerò tutte quelle che conosco : Youabroad, Mondoinsieme, Wep, Ef, Sts, Interstudioviaggi, Mb scambi, Mistergo, Navigando, Afsai ed infine Rotary ed Intercultura.
Vi ho inserito Rotary ed Intercultura per ultime perchè hanno dei metodi di selezione diversi da tutte le altre associazioni.


Quanto costa un programma scolastico con queste organizzazioni e come funziona il percorso di selezione?

Apparte Intercultura e Rotary, di cui vi parlerò subito dopo, tutte le altre organizzazioni che permettono di fare quest'esperienza offrono programmi in genere in : USA, Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Canada, Cina e Giappone. Alcuni programmi in questi paesi fra cui Irlanda, Inghilterra e Australia vi accorgerete che costeranno di più. Il motivo è che le famiglie ospitanti non sono volontarie e quindi ricevono un contributo(vengono pagate). I prezzi per quanto riguarda queste associazioni si aggirano a 8.000 Euro per l'anno scolastico, 6.000 per il semestre ed infine 5.000 per il trimestre. Per destinazioni come quelle citate sopra, dove le famiglie ricevono un contributo, l'anno scolastico si aggira sui 10.000 Euro.

Il percorso di selezione consiste in due fasi generalmente : colloquio psicologico e test d'inglese. Queste due fasi possono essere svolte via telefono/skype, se la sede dell'associazione è troppo distante per il candidato, oppure direttamente nella loro sede. In genere ciò di cui tengono più conto è il colloquio psicologico dove vi chiederanno il motivo per cui volete fare quest'esperienza, vi chiederanno delle vostre abitudini, informazioni sulla vostra famiglia e così via. Per quanto riguarda  il test d'inglese, si richiede in genere un livello B1, ma se non lo avrete questo non sarà un problema. Per le destinazioni di lingua inglese, generalmente si fa un test della lingua dove andrete (se si tratta di paesi dove si parla lo spagnolo, il francese e il tedesco) altrimenti non si farà nessun test di lingua. Ma ricordate il test di lingua non è vincolante ai fini della vostra partenza. Una volta terminato questo processo che richiederà un giorno, al massimo due, se siete risultati idonei inizierete una procedura chiamata application, che vi servirà per la ricerca della famiglia ospitante. Nell'application vi chiederanno di tutto : informazioni  sulla vostra vita, sulla vostra famiglia, sulle relazioni coi vostri amici, sulla scuola, sui vostri hobby, ecc. In genere l'application viene fatta nella lingua del paese dove andrete, tranne se, andrete in paesi come Cina, Russia, Danimarca, ecc.
La famiglia potrete ottenerla o dopo qualche mese o anche pochi giorni prima dalla partenza. Le partenze sono in genere ad agosto/settembre per l'anno e il trimestre e per il semestre o ad agosto/settembre oppure si può decidere di partire per il secondo semestre a gennaio.

ROTARY :

Di quest'associazione non ho tantissime informazioni, ma vi dirò quel poco che conosco per poter essere d'aiuto a coloro che vogliono partire pur avendo un budget non troppo alto. Dunque tutti conosciamo l'associazione Rotary Club, si trova in tutte le città italiane. Il mio consiglio è quello di recarsi in uno di questi club e diventare membri. So che per diventare membri bisogna conoscere qualcuno che lo è già, ma conosco ragazzi che sono partiti, diventando membri (questo passo è obbligatorio) senza essere stati presentati da nessuno. Dopo di che, il programma consisterà nell'ospitalità reciproca : nel frattempo che si è nel paese ospitante, la vostra famiglia dovrà ospitare un exchange student straniero. In genere il programma consiste nel cambiamento di tre famiglie, nel senso che ci sono sia famiglie che ospitano per tutto l'anno scolastico (se voi decidete di fare l'annuale), ma ci sono famiglie che ospitano solo per tre mesi, così cambierete tre famiglie in quei nove mesi all'estero. Non si cambia distretto, quindi non cambierete città/scuola, ma solo la host family. Il prezzo del programma con Rotary è veramente bassissimo. Dovrete pagare solamente il biglietto del volo e un'assicurazione all'associazione, ma ricordate che dovete ospitare uno studente straniero a casa vostra! Se volete provare con quest'organizzazione, dovete essere molto veloci perchè ci sono pochi posti.


INTERCULTURA : 

Bisogna fare un discorso apparte per l'associazione Intercultura, chiamata anche AFS. Si tratta di una onlus, quindi un'associazione che non ha fini di lucro e permette di fare da due mesi ad un anno all'estero, anche a coloro che non hanno grandi possibilità economiche. Intercultura, così come Rotary, permette di fare l'esperienza davvero dappertutto : anche ad Hong Kong in Indonesia, in Ecuador, in Islanda, e così via! Quindi per partire con quest'associazione dovete essere aperti e flessibili. Se state pensando di poter scegliere il paese dove andare con Intercultura, cambiate associazione! Innanzitutto vi parlerò dei costi. Intercultura fa pagare le famiglie in base al reddito. Ci sono esattamente quattro fasce di redditto.

Fascia Reddito *
Fascia 0 Inferiore a 22.000 €
Fascia 1 da 22.000 a 38.000 €
Fascia 2 da 38.000 a 65.000 €
Fascia 3 da 65.000 a 95.000 €
Fascia 4 superiore a 95.000 €

Per vedere tutti i prezzi (di tutte le mete) in base alla propria fascia di reddito: http://www.intercultura.it/Le-quote-di-partecipazione/
Nella tabella troverete anche il numero dei posti. Esattamente Intercultura utilizza come metodo una graduatoria. In base al punteggio che riuscirete ad ottenere durante le selezioni riuscirete a partire o meno. Oltre al punteggio, di grande importanza è la fascia di appartenenza. Chi fa parte delle fasce più alte, quindi ha un reddito più alto ha più possibilità di partire pagando ovviamente la quota intera. Essendo una graduatoria, ci saranno anche dei ripescaggi, in quanto molti ragazzi rinunciano non essendo stati presi per la meta desiderata.

Le selezioni : Prima di fare le selezioni, che sono fatte ogni anno a metà novembre nei vari centri locali, bisogna fare l'iscrizione online sul sito di Intercultura, dopodiche si passa a questo percorso lunghissimo (molto più lungo rispetto a tutte le altre organizzazioni). Le selezioni dureranno uno/due giorni e anche qui verrà fatto un colloquio psicologico, ci saranno delle selezioni di carattere psico-attitudinale, in genere vengono fatte tramite dei test a risposta multipla, dove viene chiesto al candidato come reagisce in determinate situazioni, ovviamente in questi test non c'è una risposta giusta o una sbagliata, tutto dipende da come siete voi, poi vi sarà chiesto di disegnare voi stessi, la vostra famiglia, un albero, e così via, tutti metodi di carattere psicologico. Dopo per chi vuole scegliere paesi come : Stati Uniti, India, Honduras, deve obbligatoriamente fare un test d'inglese, che verrà preso in considerazione, a differenza delle altre organizzazioni, in quanto sarà determinante, poi in graduatoria.Una volta passata questa fase, si passerà al fascicolo, una lunghissima application che farete a dicembre, dove dovrete parlare di voi, inserire una lettera di presentazione alla host family, inserire delle foto, tutto ovviamente in lingua inglese, ma la cosa più importante del fascicolo è inserire le mete dove volete andare. Il minimo è inserire tre mete, il massimo dieci. Il mio consiglio è di inserirne dieci, così avrete più possibilità di essere presi. A metà febbraio, conoscerete l'esito. Vi manderanno una lettera a casa dove vi diranno se siete risultati idonei e per quale paese partite o se non vi è stato assegnato nessun programma.

I MIEI CONSIGLI :

- Durante i colloqui e quando dovete scrivere l'application siate sinceri con voi stessi ma soprattutto con l'associazione/famiglia che vi deve scegliere. Scrivete di voi stessi, non esagerando con mille cose positive, ma cercate allo stesso tempo di valorizzare voi stessi e le esperienze passate. Se avete viaggiato, se siete stati scout, se fate volontariato, scrivetelo.

- Se state provando a partire con Intercultura, se non vi piace un paese non mettetelo assolutamente perchè c'è la stessa percentuale in tutte le mete che mettete di poter essere presi.

- Non limitatevi solo agli Stati Uniti, guardante davanti a voi : c'è un mondo che vi aspetta! Osate.

- Non pensate che solo l'inglese sia utile, ma ci sono tantissime lingue interessanti e utili allo stesso tempo. Io tornassi indietro rifarei l'esperienza in un altro paese e non pensando assolutamente alla lingua!

- Buttatevi : durante l'esperienza fate tutto quello di cui avete voglia. Lanciatevi nel vuoto e anche se qualche volta cadrete, rialzatevi con la certezza di potercela fare!


A presto. Buona fortuna a tutti,
                                 Giulia.



Wednesday, August 12, 2015

La mia esperienza in Irlanda su "Voglio vivere così".

Ci sono emozioni che non si possono descrivere, che solo a pensarci talvolta ti manca il fiato per la nostalgia che provi quando ci ripensi. Ci sono emozioni che ti arrivano dritte al cuore, che vorresti raccontare a mille estranei che incontri per strada, ma sai che non riusciresti neanche a dire una parola. Emozioni, momenti, attimi, come vuoi chiamarli tu, che rimangono piantati sempre lì, sono incisi sulla tua pelle e probabilmente non ti lasceranno mai.

Sto parlando della mia esperienza in Irlanda, che come per tutte le avventure di questo tipo, puoi sì descriverle, ma ci sono emozioni che non riuscirai mai a spiegare con delle semplici parole. Nonostante ciò, con piacere immenso, ho deciso di scrivere la mia esperienza, la mia "storia", così come le storie di mille altre persone che hanno deciso di partire per un periodo di tempo o per sempre. Dire che sono felice, soddisfatta, emozionata è poco perchè per me condividere è fondamentale. Raccontare, emozionarmi mentre scrivo di momenti che ho vissuto in viaggio, è bello e mi piacerebbe lo facessero tutti i viaggiatori. Tenere un diario di viaggio, un posto dove poter mettere tutti i ricordi migliori. E' questo ciò che mi piace fare, è un po' questo anche lo scopo del mio blog. Così dopo vari anni che seguo questo sito, ho deciso di mandare la mia storia, ho deciso di condividerla con tutti quelli che avranno voglia di leggere dell'esperienza di una ragazza di sedici anni che è partita per un semestre all'estero. Certe volte penso a quanto sono stata fortunata a vivere qualcosa di così grande, qualcosa che spesso mi sembrava più grande di me e quanto bisogna apprezzare ogni attimo della nostra vita. Il sito che ha deciso di pubblicare il mio racconto è stato : www.voglioviverecosi.com che è un portale dove persone che hanno già preso la decisione di mollare tutto e andare a vivere da un altra parte scrivono le loro esperienze. Un sito interessantissimo a parer mio, con mille consigli e idee nuove, che vi consiglio di visitare se siete anche voi dei viaggiatori.

Per oggi è tutto, vi lascio il link al mio post e come sempre, fatemi sapere cosa ne pensate! 

Link al mio post : http://www.voglioviverecosi.com/index.php?cambiare-lavoro-cercare-un-nuovo-lavoro-cambiare-radicalmente-vita-voglio-un-nuovo-lavoro_45%2Fil-viaggio-studio-in-irllanda-di-giulia_1947%2F

Tuesday, July 21, 2015

Ireland I'm back!

Ciao a tutti cari lettori. Finalmente l'estate è arrivata e con lei anche il caldo, le belle serate tra amici, il mare e il divertimento. Come molti di voi sapranno, questa per me è l'ultima estate libera, perchè a settembre inizierò il quinto anno e dovrò affrontare la maturità e i test d'ammissione all'università. Quest'estate è iniziata davvero bene, il sette giugno infatti ho preso un aereo che mi ha portato a casa, in Irlanda. C'è una frase in cui mi sono imbattuta qualche mese fa "home is where heart is" e come potete ben capire, un pezzo del mio cuore io l'avevo lasciato lì, insieme a mille ricordi sparsi per i vari posti in cui ho vissuto quei mesi meravigliosi. Sono tornata per solo una settimana, purtroppo ed è stato il primo viaggio completamente da sola, infatti sono arrivata a casa di Nadine, la mia migliore amica, nel profondo sud dell'Irlanda, in un piccolo villaggio della contea di Cork da sola, prendendo autobus e treni, ma sono sopravvissuta. La cosa meravigliosa, che ogni volta che viaggio, riesco a notare è quanto è bello sentire le voci, i respiri, i racconti della gente conosciuta per caso su un autobus o un aereo. Emozioni. Sono proprio le voci delle persone che non rincontrerai mai più che talvolta ti rimangono. Durante il mio lungo viaggio mi sono imbattuta in una donna, una psicologa, che mi ha parlato per ore della sua professione. Ed è stato bello. Sentire come la gente riesce a capire gli altri, ma anche la fierezza del lavoro che svolge è bello, è proprio quella felicità che mi piacerebbe raggiungere nel mio futuro, anche se non vi nego che vorrei avere un cielo in continuo cambiamento. La prima tappa è stata Dublino. Sono arrivata lì verso ora di pranzo e da lì ho preso un treno e poi un autobus per Cork. L'autobus ha fatto il giro di tutta Dublino. Emozioni uniche. Dublino è una città speciale, fin troppo per me, che mi ricorda un milione di cose. Siamo passati anche dal mio posto preferito, quell'angolo di città che mi ricorda mille emozioni ogni volta.

Questo è il mio "angolo di paradiso" dublinese. Ci sono tantissimi ponti a Dublino ma per me questo ha un'importanza speciale. Ricordo che la prima volta che ci andai era una sera di fine ottobre con dei miei amici. Quella serata penso sia stata una delle serate più pazze e assurde della mia vita. Dopo tre lunghe ore di viaggio sono arrivata a Cork, la mia seconda città. Dovete sapere che durante la mia esperienza in Irlanda io ho vissuto a Kilworth (villaggio di 700 abitanti, anche se a scuola in realtà andavo a Fermoy) ma la mia vita la passavo a Cork. Lo so, è complicato ahah, ma praticamente uscivo sempre a Cork city, quindi tornare lì è stato un po' come un salto ai miei meravigliosi weekends e giornate passate lì con i miei amici. Una volta scesa dall'autobus mi sono ritrovata Nadine e come potete ben immaginare...è stata un'emozione immensa! Ho rivisto la mia migliore amica irlandese dopo sei lunghissimi mesi ed è stato bellissimo. Abbiamo fatto un giro a Cork. Non riuscivo ancora a realizzare che ero lì e tutto era reale.




La mia settimana in Irlanda è stata speciale. E' stata un mix di emozioni pure. Ero tornata effettivamente a casa. Nadine, tra l'altro, è stata carinissima. Mi ha portato in tanti posti dove non ero ancora stata tra cui Youghal, che vi consiglio assolutamente di visitare se siete da quelle parti. Youghal è una città piccolina ma magnifica. Ah, quanto mi piacerebbe viverci! E soprattutto c'è il mare.












Non c'era caldo, come potete immaginare, però andare al mare quando le giornate sono così è davvero piacevole. Poi io adoro letteralmente il clima irlandese perchè non è mai troppo freddo nè troppo caldo, è proprio la mia idea perfetta di luogo in cui vivrei per sempre per quanto riguarda il clima. Abbiamo passato un'intera giornata a Youghal : la mattina in piscina e poi il pomeriggio al mare ad ammirare la bellezza di quel posto.









Ma ovviamente...non poteva mancare la tappa a Fermoy, la città dove frequentavo la scuola. Sono anche entrata e ho salutato la principal (preside) e la vice preside. Sono state carinissime ed erano tra l'altro scioccate dalla mia presenza. Rivedere la Loreto vuota mi ha fatto un certo effetto. Mi manca davvero quella scuola. Mi manca soprattutto la mia felicità e spensieratezza che avevo ogni mattina quando ci andavo, al contrario della scuola italiana, dove provo tutt'altro che spensieratezza la mattina, ma sono sempre presa dall'ansia. Durante la tappa a Fermoy ho visto anche Frances, l'altra mia migliore amica irlandese.

Diciamo che sentivo davvero il bisogno di tornare, di recuperare una parte di quotidianità, ed è stato bello nonostante il tempo, che è stato poco. Ma ci saranno occasioni, altre mille occasioni per vivere uno scorcio di vita irlandese con tutte le emozioni che quell'isola può darti. Ho lasciato l'isola però non da sola e questo è stato ancor più bello, infatti Nadine è venuta in Italia con me per un mese!
Bye Ireland, see you really soon! <3

Tuesday, February 17, 2015

Domande frequenti. FAQ + ritorno in italia.

Ciao a tuuuuutti! Finalmente scrivo in diretta dall'Italia. Non mi sono fatta sentire per un po' di tempo, ma ho avuto davvero tanto da fare. Sono tornata in Italia il 30 dicembre, e dirvi che il ritorno è stato strano è poco. Dato che molte persone (futuri exchange e anche altre persone, amici, ecc) mi hanno fatto moltissime domande riguardo sia l'esperienza, che il ritorno, oggi sono qui per rispondervi a tutte, ma proprio tutte, le domande! Per chi avrebbe qualche domanda in particolare, me la scrivi qui sotto o sotto qualche altro post!


1) Perché avevi deciso di partire? - Ho deciso di fare l'esperienza che ho fatto, perchè volevo dare una svolta alla mia vita, volevo riscoprirmi e scoprire il mondo, così finalmente quando il bando dell'Inps è uscito, ho iniziato a mandare domande e sono stata accettata. Volevo buttarmi troppo in alto, e qualche volta, perchè no, anche cadere. E di cadute ce ne sono state, ve lo assicuro. Volevo sentirmi libera, vivere, costruire una nuova vita, anche solo per qualche mese e ce l'ho fatta.

2) Perchè proprio l'Irlanda? - In realtà non ero partita con l'idea di andare in Irlanda. A dir la verità, non sapevo quale paese scegliere, perchè avendo viaggiato molto nella vita, non volevo tornare in un paese dove ero già stata, così, tra le destinazioni, una volta trovata l'Irlanda, ho deciso di buttarmi. Era l'unico posto dove non ero andata, non avevo grandi aspettative, eppure questo paese mi ha stupito.

3) Come l'hanno presa la tua famiglia, gli amici e i tuoi professori riguardo quest'esperienza? - Mia madre mi ha sempre incoraggiato a vivere questo tipo di esperienze, infatti è stata contentissima sin da subito, anche se ovviamente preoccupata, come ogni madre lo è, prima che un figlio parta per un posto così lontano per un po' di tempo. Gli amici, anche loro, felici. Loro sono abituati a questo mio spirito "avventuriero" e sanno che non riesco a stare a casa mia per troppo tempo! I professori, stessa cosa. Penso di essere stata molto fortunata sotto questo punto di vista.

4) Com'è stato studiare in un altro paese? - Studiare in un altro paese è stato semplice. In Irlanda non ho praticamente toccato un libro. La scuola era molto divertente con tantissime materie interessanti (cucina, swimming, karate, musica, coro, business, film production, ecc).


5) E' stato difficile fare amicizia? - A dire la verità no. Per molti exchange students questo è uno degli scogli principali, perchè si sa, che molto spesso si arriva in un luogo e i gruppi sono già "fatti", quindi nessuno ha intenzione di andare oltre al rapporto diciamo d'amicizia "scolastico" con l'exchange, sia a causa di stereotipi, sia a causa del fattore lingua, perchè giustamente l'exchange all'inizio soprattutto non mastica bene la nuova lingua, però per me non è stato difficile, nonostante gli irish siano spesso chiusi alla gente che viene da fuori, eppure io ho trovato degli amici...pochi ma buoni!

6) In quanto tempo hai imparato la lingua? - Si sa, l'inglese è una lingua molto semplice. Io ero partita davvero da un livello abbastanza basso, e all'inizio capivo davvero poco. Continuo a non parlare l'inglese perfettamente, ma lo parlo piuttosto bene e ne sono soddisfatta. Ci ho messo più o meno tre mesetti. Tre mesi è il tempo base per assimilare l'inglese, avendo già una base di grammatica.

7) Com'è stato il rapporto con la host family? - Il rapporto con la family è stato un rapporto semplice. Io sono una persona molto indipendente, e quindi di conseguenza, non ho mai avuto bisogno di loro per passaggi, o robe varie. Non ho mai dato problemi, o fatto particolari richieste alla famiglia. Cucinavo spesso per me,pulivo la camera, tornavo sempre in autobus a casa, insomma, sapevo organizzarmi. Con loro, il rapporto era bello, quando tornavo a casa da scuola, ricordo che mi sedevo sempre con la host mom e le raccontavo riguardo tutta la giornata.

8) Com'è andato il rientro in Italia? Hai studiato molto? - Il rientro in Italia è stato allucinante, e mi sto ancora riprendendo, dopo un mese e mezzo. E' stata dura, dura, dura. Ve lo assicuro! I primi giorni piangevo, senza capire il motivo e non riuscivo a dormire. Riabituarsi al tutto dopo 4 mesi, dopo tanti cambiamenti è stato strano e difficile, ma non impossibile. E' come se tu ti fossi fermato al giorno in cui eri partito, e il mondo attorno a te aveva continuato a vivere. E' una sensazione particolare, che solo chi la vive riesce a capire. Per quanto riguarda la scuola, ho dovuto studiare un po', ma per fortuna i miei professori mi hanno capita, e mi hanno fatto recuperare solo qualcosa, e non tutto il programma dei quattro mesi. Questo ovviamente, dipende da scuola a scuola, da professori a professori.

9) Rifaresti quest'esperienza? - Questa è una domanda che mi fanno tutti. E io rispondo sempre "Si mille altre volte." E' stata la cosa più bella che potessi mai fare. Mi sono lanciata nel nulla, sono partita senza sapere dove stessi andando e me la sono cavata. Non c'è soddisfazione migliore!